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Salonicco (Thessaloniki)

[1]Seguendo la via di Anfipoli e Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c’era una sinagoga dei Giudei. [2]Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture, [3]spiegandole e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti; il Cristo, diceva, è quel Gesù che io vi annunzio. [4]Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà. [5]Ma i Giudei, ingelositi, trassero dalla loro parte alcuni pessimi individui di piazza e, radunata gente, mettevano in subbuglio la città (At 17,1-5)

Salonicco è la seconda città della Grecia per numero di abitanti e la prima e più importante della regione greca della Macedonia. La città fu fondata da Cassandro – re dei Macedoni – trecento anni prima di Cristo e le diede il nome di sua moglie “Tessalonica”, sorellastra di Alessandro Magno. Sotto i Romani la città divenne un importante centro commerciale sulla via Ignazia, strada romana che nell’antichità collegava l’antica Bisanzio (oggi Istanbul) con Durazzo in Albania. Ottaviano Augusto la dichiarò “città libera” e anche per questo si sviluppò qui una consistente comunità ebraica. Fu Paolo a portare qui il cristianesimo, non senza difficoltà e resistenze di una parte di questa comunità. Con lo scisma d’Oriente Salonicco entrò nella sfera di influenza di Bisanzio, che accrebbe la sua importanza sino a farla diventare seconda solo alla stessa Bisanzio. Alla caduta dell’impero romano e a causa delle invasioni barbariche la città cadde in declino. Ciononostante proprio in questo periodo buio diede i natali ai Santi Cirillo e Metodio. Per i secoli successivi la città cadde di mano in mano, prima sotto i musulmani, poi sotto i normanni, poi fu ripresa da Costantinopoli per poi finire di nuovo sotto l’Impero Ottomano, fino alla caduta dello stesso nel 1912. Conquistata dalla Grecia, superò la Prima Guerra Mondiale per poi finire distrutta nel 1917 da un enorme incendio, di cui non si conosce ancora oggi la causa. La città fu poi ricostruita nello stile europeo, facendo tabula rasa delle sue caratteristiche orientali. L’incendio determinò anche la diaspora della sua grande comunità ebraica, poiché l’incendio distrusse la maggior parte delle sue case: gli ebrei fuggirono verso la Palestina o verso la Francia. Furono presto rimpiazzati da una emigrazione al contrario: a seguito della guerra greco-turca i greci dell’Asia Minori furono scacciati e confluirono in Salonicco, che crebbe enormemente e venne chiamata “la capitale dei rifugiati”. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu occupata dai tedeschi, che conclusero con le deportazioni la distruzione di ciò che era rimasto della sua antichissima comunità ebraica. Dopo la guerra fu ulteriormente danneggiata dal terremoto del 1978. Oggi è la seconda città della Grecia per importanza economico-culturale e per popolazione. Nel 1997 è stata anche Capitale Europea della Cultura. Ospita la più grande università greca, intitolata ad Aristotele di Salonicco.