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Veria (Berea)

[10]Ma i fratelli subito, durante la notte, fecero partire Paolo e Sila verso Berèa. Giunti colà entrarono nella sinagoga dei Giudei. [11]Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così. [12]Molti di loro credettero e anche alcune donne greche della nobiltà e non pochi uomini. [13]Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Berèa era stata annunziata da Paolo la parola di Dio, andarono anche colà ad agitare e sobillare il popolo. [14]Allora i fratelli fecero partire subito Paolo per la strada verso il mare, mentre Sila e Timòteo rimasero in città (At 17,10-14).

Paolo giunse a Berea fuggendo da Salonicco: qui fu bene accolto dalla locale comunità ebraica, e molti di loro credettero nella sua parola. Ma a causa dei Tessalonicesi dovette fuggire anche da Berea. Un monumento – la Tribuna di San Paolo – ricorda la visione di Paolo, che lo indusse a salpare da Troade per la Macedonia.
La città faceva anticamente parte del regno macedone, e, a seguito della battaglia di Pidna, come le altre città macedoni passò sotto la provincia romana di Macedonia e ne divenne una “metropoli”. Subì poi lo stesso destino delle città dell’area macedone: dopo lo scisma d’Oriente passò sotto Bisanzio, per poi subire le incursioni di Avari, Arabi e Bulgari e venire danneggiata da diversi terremoti. Conquistata dai crociati, dopo vari secoli e passaggi di potere, venne conquistata dagli Ottomani e infine dai Turchi. Fu annessa alla Grecia nel 1912.

A Berea incontriamo quando possibile i monaci del convento ortodosso che qui ha sede.